29 Settembre 2008
La scena a cui avevo assistito spiando, nascosto in giardino, nel soggiorno di casa degli zii dove ero ospite quell’estate, mi aveva sconvolto e non mi usciva più dalla mente, lasciandomi in uno stato di eccitazione continua. Ero salito casualmente dalla spiaggia, quel caldo pomeriggio di luglio, per fare una telefonata. Per aprire il cancello avevo la chiave datami da mio zio, stranamente però era stata messa anche la catena con lucchetto che di solito gli zii mettevano quando in casa non restava nessuno: sapevo invece che in casa c’era zia Grazia, quarantenne da sballo, impegnata a dare ripetizioni per l’esame di maturità a Marco e Mauro, muscolosi e riccioluti gemelli figli di una sua amica che, a detta della madre, preferivano la palestra e le ragazze allo studio.
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